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| Scuole di cartapesta

La scuola di cartapesta di Viareggio

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La prima produzione di mascheroni in cartapesta si ebbe intorno agli anni 1920 - 1925, mentre la tradizione dei carri carnascialeschi risale alla fine dell'800. Negli anni 20 la tradizione del carnevale diventa un modo anche per potenziare la ricettività turistica di cui l'area già godeva. Prima di allora i costruttori di carri e carrozze carnevaleschi sovrapponevano, su intelaiature di canne e giunchi, strati di juta ingessata e vi modellavano sopra con gesso e stoppa. Questo sistema determinava, a lavoro finito, delle figure pesantissime. Pertanto in quegli anni, utilizzando le medesime armature, si incominciò a modellare con vecchi giornali incollati con pasta di farina.
Questo sistema consentiva di ottenere figure più leggere anche se comportava attenzione a degli accorgimenti quali, per esempio, non sovraccaricare di carta pressata parti voluminose e sporgenti, onde evitare il loro distacco, dopo l'asciugatura, per il troppo peso. La procedura di manifattura prevede la realizzazione di un calco iniziale in creta per poi ricavare una controforma in gesso da cui poi si ottiene la forma in carta. La carta impiegata è quella dei giornali: fogli tagliati in ugual misura e poi incollati a strati che si sovrappongono l'uno sopra l'altro. Gli artigiani impegnati oggi nella produzione di carri di Carnevale a Viareggio sono circa un centinaia, ma l'indotto di persone e manovalanze varie che si muove intorno a questo evento è di diverse migliaia.
Tutti i carristi, che si distinguono fra carri di 1° categoria, carri di apertura e mascherate, utilizzano ancora le medesime tecniche. Per realizzare un carro di 1°categoria, ogni anno ce ne sono 30, servono circa 4 quintali di carta da giornale. E' doveroso rammentare che in svariate città italiane il carnevale viene festeggiato e celebrato attraverso carri allegorici realizzati anche con cartapesta, quello di Viareggio è e resta sicuramente il più noto per tutti. L'attività del Carnevale Viareggino è organizzata e gestita dalla Fondazione Carnevale, piazza Mazzini, 22 Viareggio (tel.0584/962568-963501-47503 fax 47077) http://www.viareggio.ilcarnevale.com In Italia sono noti per i carri e le maschere di cartapesta anche i carnevali di Fano (per inf. associazione carristi Fanesi fax 0721/803726, http://www.sestante.net/acf), Manfredonia (Istituzione Carnevale Dauno 0884.519233, http://www.carnevaledauno.org), Putignano (per inf. Fondazione Carnevale 080/4911532-4058017, http://www.carnevalediputignano.com), Acireale (per informazioni Ass.turismo 095/895273), Massafra (per inf. http://utenti.tripod.it/chiacchierefrutte/cef), Busseto (per inf. 0524/92487,
http://www.verdinote.it/carnevale.htm).
The Viareggio tradition concerns the use of papier-mâché to produce grotesque masks (years 1920-1925) and carnival floats (late Nineteenth century). Before that, builders of carnival floats and coaches used to spread layers of plastered jute on frames of reed and rush, then covered them with plaster and tow. This system yielded at the end very heavy figures.
However, still using the same frames, old newspapers were then introduced for moulding, glued with dough to obtain lighter figures, even if great care was always necessary, for example, to avoid overloading the protruding parts, still brittle.
Newspapers were the main materials: their sheets were all cut in the same size and then glued together in layers.
Today about one-hundred craftsmen are involved in this production, but several thousand operators participate to this event every year. All float makers still use the same technique for their 1st-class floats, opening floats, and masquerades. About 400 kilos of newspapers are needed to make a 1st-class float, and the show includes 30 every year.
The activities of the Viareggio Carnival are organized and managed by the Carnival Foundation, piazza Mazzini 22, Viareggio.
Other carnivals are renowned in Italy for their papier-mâché floats and masks, including Fano, Manfredonia, Putignano, Acireale, Massafra, Sciacca, Busseto, etc.
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